Posto su un'altura che domina la valle dei Margi, Occhiolà, gode di uno spettacolare panorama che da Caltagirone spazia sino all'Etna. Già alla fine del secolo scorso, le ricerche condotte da Paolo Orsi rivelarono l'importanza del sito nel quale ancora fervono le indagini archeologiche da parte della Soprintendenza BB.CC.AA. di Catania, dell'Università di Torino e dell'Università di Norimberga. Le ricerche hanno messo in luce vistose testimonianze appartenute ad un centro indigeno ellenizzato dai Greci, provenienti dalle colonie calcidiesi di Leontinoi e Catania già a partire dalla fine dell'VIII secolo a. C. Necropoli, abitazioni, aree sacre hanno restituito innumerevoli reperti che evidenziano la ricchezza ed il gusto artistico degli abitanti di questo centro, identificato con la città di Eketla, che visse, senza soluzioni di continuità, dall'XI secolo a. C. sino al 1693, anno del tremendo terremoto di Noto. Il sisma costrinse i pochi superstiti a riedificare, su di un'altura vicina e sulla base di un rigoroso progetto geometrico a pianta esagonale la nuova città di Grammichele. Il Parco Archeologico di Occhiolà è strutturato al suo interno in percorsi di visita differenziati (anche per i disabili) che rendono fruibili ed integrano tutti i beni archeologici, storici, ambientali e paesaggistici. Itinerari sostenuti da attrezzate aree di accoglienza, ristoro e documentazione a supporto di una visita al parco confortevole ed emozionante. Le attività di animazione e le mostre temporanee organizzate in appositi spazi, assieme alla gastronomia tipica e alle tradizioni culturali riproposte in loco, sono fonte di continuo interesse e novità per i visitatori del parco. E' altresì possibile, su prenotazione, partecipare ai campi scuola archeologici che vengono sistematicamente svolti sul sito.
Parco di Occhiolà Ufficio Parco Archeologico Occhiolà, Piazza Morello, 90123 Grammichele (CT) Tel. 06 47824362, 0933 944855 Fax. 06 47824330 e-mail: parcoocchiola@arethusa.net
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